Geografia

Che cosa sono le zone climatiche e i cambiamenti climatici?

Le zone climatiche sono le grandi fasce della Terra che hanno un clima simile: equatoriale, arida, temperata e polare. Dipendono da quanta energia del Sole arriva in ogni punto del pianeta. I cambiamenti climatici sono le modifiche del clima, oggi molto rapide a causa delle attività umane, che stanno spostando queste zone e rendendo più frequenti gli eventi estremi.

Perché il clima cambia da un posto all'altro?

La Terra è una sfera. Per questo i raggi del Sole colpiscono la superficie con angolazioni diverse, a seconda della latitudine.

Pensa a una torcia. Se la punti dritta su un muro, vedi un cerchio luminoso e intenso. Se la inclini, vedi un'ellisse più debole e allungata.

All'equatore i raggi arrivano perpendicolari e l'energia è massima. Ai poli arrivano molto obliqui e l'energia è minima.

Contano anche la rotazione della Terra, che devia i venti (effetto di Coriolis), e le correnti marine, che trasportano calore da una parte all'altra del pianeta.

Quali sono le zone climatiche?

  • Equatoriale: temperature sempre alte e piogge abbondanti. Qui ci sono le foreste pluviali di Amazzonia, Congo e Sudest asiatico.
  • Arida: poche precipitazioni. Include i deserti di sabbia come il Sahara, rocciosi come quello australiano e freddi come il Gobi. Cactus e animali notturni si sono adattati.
  • Temperata: è la nostra. Ha le stagioni, che dipendono dall'inclinazione dell'asse terrestre. Può essere mediterranea, continentale od oceanica.
  • Polare: temperature sempre molto basse e quasi nessuna vegetazione. Ci vivono pinguini e orsi polari.

Che cosa sono i cambiamenti climatici?

Il clima è sempre cambiato in modo naturale. Quello di oggi però è diverso, per velocità e cause.

Dal 1850 bruciamo combustibili fossili su larga scala e l'anidride carbonica nell'atmosfera è aumentata di oltre il quaranta percento. È un gas serra: trattiene il calore come i vetri di una serra. Più ce n'è, più la temperatura media sale. Questo è il riscaldamento globale.

Quali sono le conseguenze?

  • I ghiacciai si ritirano.
  • Il livello dei mari sale, perché l'acqua calda occupa più spazio e i ghiacci sulla terraferma si sciolgono.
  • Piante e animali migrano verso i poli o verso quote più alte.
  • Ondate di calore, piogge violente e siccità sono più frequenti. Esempi vicini a noi sono l'alluvione in Emilia-Romagna e la siccità del Po.

Che cos'è un circolo vizioso del clima?

È quando un cambiamento ne alimenta un altro. Il ghiaccio bianco riflette la luce del Sole, il mare scuro la assorbe. Se il ghiaccio artico si scioglie, il mare assorbe più calore e il ghiaccio si scioglie ancora più in fretta.

Anche il permafrost, il terreno ghiacciato delle regioni artiche, scongelandosi libera metano, un gas serra ancora più potente dell'anidride carbonica.

Che cosa possiamo fare?

Oggi abbiamo le conoscenze e la tecnologia per intervenire. Solare ed eolico sono sempre più convenienti. Le città creano più spazi verdi e raccolgono l'acqua piovana.

Anche noi possiamo aiutare: andare a scuola in bicicletta, spegnere le luci quando non servono, non sprecare cibo. Sono piccoli gesti che riducono i gas serra.

La spiegazione completa, per iscritto

Il testo della videolezione «Le zone climatiche e i cambiamenti climatici» con Prof.ssa Sara (docente AI).

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Iniziamo con una domanda che forse vi siete posti guardando fuori dalla finestra questa mattina: perché qui a Firenze oggi fa freddo mentre in questo stesso momento, dall'altra parte del mondo, in Australia è estate piena? La risposta sta nel grande meccanismo che regola il clima terrestre, un sistema così complesso e affascinante che ha impiegato millenni per stabilizzarsi e che ora sta cambiando sotto i nostri occhi. Immaginatevi la Terra come un'enorme sfera che gira nello spazio, illuminata da un sole che non la raggiunge ovunque con la stessa intensità. Questo è il primo grande segreto delle zone climatiche: la forma sferica del nostro pianeta fa sì che i raggi solari colpiscano la superficie con angolazioni diverse a seconda della latitudine.

All'equatore, dove il sole batte perpendicolare, l'energia ricevuta è massima, mentre ai poli, dove i raggi arrivano molto obliqui, l'energia è minima. È come quando accendete una torcia: se la puntate dritta su un muro vedrete un cerchio luminoso intenso, se la inclinate vedrete un'ellisse molto più debole e allungata. Questa semplice differenza geometrica crea quello che possiamo chiamare il grande motore climatico terrestre. Nella fascia equatoriale, dove il sole è più forte, l'aria si scalda, diventa leggera e sale verso l'alto.

Salendo, si raffredda e rilascia tutta l'umidità che aveva raccolto evaporando dagli oceani: ecco perché all'equatore piove tantissimo e crescono le foreste pluviali. Quest'aria, ormai secca e fredda, ridiscende verso la superficie attorno ai tropici, creando le grandi zone desertiche del pianeta. È un meccanismo perfetto, come un'enorme macchina che funziona da milioni di anni. Ma non finisce qui, perché la Terra non sta ferma: ruota su se stessa, e questa rotazione devia i venti in quello che chiamiamo effetto di Coriolis.

È come quando siete su una giostra che gira: se lanciate una palla a un amico, la vedrete curvare invece di andare dritta. Questo effetto crea i grandi sistemi di venti che conosciamo: gli alisei, i venti occidentali, e determina la direzione delle correnti marine. Le correnti marine sono come fiumi caldi o freddi che scorrono negli oceani, trasportando enormi quantità di calore da una parte all'altra del pianeta. Vi ricordate quando siamo andati in gita a Livorno lo scorso anno?

Quella giornata di marzo era sorprendentemente mite per la stagione. Questo accade perché l'Italia beneficia della Corrente del Golfo, che porta il calore dal Golfo del Messico fino alle coste europee. Senza questa corrente, il nostro clima sarebbe molto più rigido, simile a quello del Canada, che si trova alla nostra stessa latitudine. Ecco che si delineano le grandi zone climatiche del nostro pianeta.

La zona equatoriale, dove regna il clima tropicale umido, con temperature costantemente elevate e piogge abbondanti. Qui troviamo le foreste pluviali dell'Amazzonia, del Congo, del Sudest asiatico: veri e propri polmoni verdi della Terra dove vive la maggior parte della biodiversità planetaria. Io Si può avere la fortuna di visitare una parte dell'Amazzonia durante un viaggio in Brasile, e vi assicuro che l'esperienza è indimenticabile: l'aria è così umida che sembra di camminare in una sauna naturale, e il suono della vita è costante, ventiquattr'ore su ventiquattro. Allontanandoci dall'equatore incontriamo le zone aride, dominate dal clima desertico.

Non pensate solo alle dune di sabbia del Sahara: i deserti possono essere anche rocciosi, come quello australiano, o freddi, come il deserto del Gobi in Asia. Quello che li accomuna è la scarsità di precipitazioni. Ma anche qui la vita ha trovato il modo di adattarsi: piante come i cactus che immagazzinano acqua, animali che vivono di notte quando fa meno caldo. Proseguendo verso i poli troviamo le zone temperate, dove viviamo noi.

Il clima temperato è caratterizzato dall'alternanza delle stagioni, un fenomeno che dobbiamo all'inclinazione dell'asse terrestre. Questa inclinazione fa sì che durante l'anno il nostro emisfero riceva più o meno luce solare diretta, creando il ciclo delle stagioni che scandisce le nostre vite. All'interno delle zone temperate esistono molte variazioni: il clima mediterraneo con estati secche e inverni miti, il clima continentale con escursioni termiche più marcate, il clima oceanico influenzato dalle correnti marine. Infine, avvicinandoci ai poli, incontriamo il clima polare, dove le temperature sono sempre molto basse e la vegetazione è praticamente assente.

Eppure, anche in questi ambienti apparentemente ostili, troviamo forme di vita perfettamente adattate: dai pinguini dell'Antartide agli orsi polari dell'Artico. Questa distribuzione climatica, che sembrava immutabile, sta però cambiando rapidamente sotto la pressione delle attività umane. I cambiamenti climatici non sono un fenomeno nuovo nella storia della Terra - il clima è sempre cambiato naturalmente - ma quello a cui assistiamo oggi è diverso per velocità e cause. Dal 1850, da quando cioè abbiamo iniziato a bruciare combustibili fossili su larga scala, la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera è aumentata di oltre il quaranta percento.

L'anidride carbonica è un gas serra, il che significa che intrappola il calore nell'atmosfera come i vetri di una serra intrappolano il calore del sole. Più anidride carbonica c'è nell'atmosfera, più calore viene trattenuto, e più la temperatura media del pianeta aumenta. Questo processo, noto come riscaldamento globale, sta alterando tutti i delicati equilibri climatici che abbiamo appena descritto. Le conseguenze sono già visibili e misurabili.

I ghiacciai di tutto il mondo si stanno ritirando: quello che ho visto sui Pirenei Il livello dei mari si sta alzando perché l'acqua calda occupa più volume di quella fredda e perché i ghiacci terrestri che si sciolgono aggiungono acqua agli oceani. Le zone climatiche si stanno spostando: molte specie animali e vegetali stanno migrando verso i poli o verso quote più elevate in cerca del clima a cui sono abituate. Gli eventi meteorologici estremi stanno diventando più frequenti e intensi. Le ondate di calore durano di più, le precipitazioni si concentrano in eventi più violenti alternati a periodi di siccità più lunghi.

Ricordate l'alluvione che ha colpito l'Emilia-Romagna la scorsa primavera? O la siccità estrema che ha interessato il Po nell'estate di due anni fa? Questi sono esempi concreti di come i cambiamenti climatici si manifestino anche da noi. Ma forse l'aspetto più preoccupante è che questi cambiamenti innescano dei circoli viziosi.

Il ghiaccio bianco riflette la luce solare, mentre l'oceano scuro la assorbe: quando il ghiaccio artico si scioglie, espone più superficie oceanica scura che assorbe più calore, accelerando ulteriormente lo scioglimento. È come quando iniziate a scivolare su una china: più scivolate, più velocemente scivolate. Le foreste, che assorbono anidride carbonica, stanno soffrendo per il caldo e la siccità, e in alcuni casi stanno persino rilasciando il carbonio che avevano immagazzinato. Il permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato delle regioni artiche, si sta scongelando e rilasciando metano, un gas serra ancora più potente dell'anidride carbonica.

Tuttavia, la storia ci insegna che l'umanità ha sempre saputo adattarsi ai cambiamenti. Oggi abbiamo la conoscenza scientifica per capire quello che sta succedendo e la tecnologia per intervenire. Le energie rinnovabili come il solare e l'eolico stanno diventando sempre più competitive economicamente. Molte città stanno ripensando la loro pianificazione urbana per adattarsi al nuovo clima: più spazi verdi per contrastare le isole di calore urbane, sistemi di raccolta dell'acqua piovana per i periodi di siccità, edifici progettati per resistere a eventi estremi.

Anche nel nostro piccolo possiamo fare la differenza. Ogni volta che scegliamo di andare a scuola in bicicletta invece che in auto, ogni volta che spegniamo le luci quando non servono, ogni volta che non sprechiamo cibo, stiamo contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra. Può sembrare poco, ma pensate a cosa succederebbe se tutti i ragazzi della vostra età nel mondo facessero lo stesso. I cambiamenti climatici rappresentano forse la sfida più grande che l'umanità abbia mai affrontato, ma è anche un'opportunità per ripensare il nostro rapporto con il pianeta che ci ospita.

La Terra ha attraversato molte crisi nella sua lunga storia e ne è sempre uscita, spesso più ricca di biodiversità di prima. La domanda è: riusciremo noi a essere parte della soluzione? Ricapitolando quello che abbiamo visto oggi: le zone climatiche della Terra sono determinate dalla distribuzione dell'energia solare, dalla rotazione terrestre e dalle correnti oceaniche, creando una varietà di ambienti dal tropicale umido al polare. Questi equilibri millenari stanno però cambiando rapidamente a causa delle attività umane, con conseguenze che vanno dal riscaldamento globale all'aumento degli eventi estremi.

Ma la conoscenza di questi meccanismi ci dà anche gli strumenti per affrontare la sfida. Nella prossima lezione esploreremo più nel dettaglio come questi cambiamenti climatici stiano influenzando i diversi biomi terrestri e quali strategie di adattamento e mitigazione stanno mettendo in atto i diversi paesi del mondo. Vi aspetto per continuare questo affascinante viaggio alla scoperta del nostro pianeta che cambia.

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1. Perché i raggi del sole colpiscono la Terra con angolazioni diverse?

2. Dove l'energia solare ricevuta è massima?

3. Perché all'equatore piove tantissimo e crescono le foreste pluviali?